S.Maria del Rovere
Vivo in una piccola città del nord-est, Treviso.. mi sembra di averlo già scritto nel primo post di gnardaland.
Vivo in un quartiere che è un "sottoinsieme" di un quartiere più grande chiamato S.Maria del Rovere (un giorno scoprirò cosa c'è dietro a questo nome).
Ci vivo da sempre, da tutta la vita; i miei primi ricordi d'infanzia sono assolutamente legati alle mie zone; è un mondo che mi fa sentire bene a volte, una piccola porzione di Terra della quale mi piacerebbe scrivere se mai ne avrò il tempo e la costanza di farlo, mi piacerebbe parlare di chi la vive o l'ha vissuta, di coma la si vive oggi nel 2006 e di come la vivevo io da piccolo; parlerei di cosa è cambiato in 20 - 30 anni.
Direi che mi ricordo il piccolo emporio che c'era dove oggi c'è la pizzeria "Panda", della mano di mia nonna che mi ci porta dentro nelle calde mattine d'estate.
Parlerei di un sacco di passeggiate; di una ragazzina che una volta ho incrociato (oddio, mi ci sono quasi scontrato) mentre giravo con la mia allora amata Ciclo Piave acquisata con i miei risparmi di tredicenne e rubata da qualcuno 5 anni dopo e di come quella ragazzina corresse in lacrime guardano il vuoto (e chissà che diavolo le passava per la testa!).
Vorrei descrivere una macchinina da Formula 1 (un modellino in plastica di una Ferrari da corsa) con il quale andavo a giocare in Villa Manfrin (o Villa Margherita o semplicemente Villa) quando ancora non sapevo scrivere e leggere.
Vorrei parlare dei miei vestiti di allora, a volte riciclati da vestiti di mio padre o mia sorella e poi accorciati per farmeli andar bene. Ricordo una camicia con un colletto così funky che se mi vedevano i cugini di campagna mi prendevano a suonare con loro.
Si, vorrei narrare la Villa come una parte di me, una scena più volte calcata di questo mio piccolo teatro di vita.
Ci andavo da piccolo come ci vado oggi, non ci vado con i miei genitori ovviamente, ci vado con degli amici, con qualche chitarra e molta birra che porto io stesso e consumo quasi fosse una scorta personale.
C'è dell'Amore in quel posto, qualcosa che mi fa pensare che ci sia dell'Amore anche fuori, anche qui dove sono ora.
Trovo per questo significativo che una persona cui voglio molto bene sia ironicamente presente ogni volta che torno li negli ultimi tempi e che invece, nonostante l'Amore che penso di provare ancora, ha smesso di salutarmi (beh, forse l'ho fatto anche io), come fossi un estraneo. È in quei momenti che più ricordo il sorriso di mia madre, così bella per me, che si china per aiutarmi a camminare nella sabbia - proprio li dove lei puntava gli occhi ieri - o mi raccoglie i giochi quando è ora di andare a casa.
Vorrei raccogliesse anche quello che ho lasciato per terra in Villa ieri: l'ultimo barlume di speranza che mi era rimasto di avere - se non altro - un rapporto civile con la persona di cui sopra. Vorrei raccogliesse la tristezza che non riesco più a piangere. Vorrei raccogliesse il mio orgoglio e quello della tipa e ne facesse un falò. Vorrei raccogliesse e portasse via quello che non mi va piugrave; di ricordare.
Di nuovo, spero tu legga questo post, so che ti ci riconosceresti se fosse così.
Ciao a tutti RAGA!

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