Compagno Bertinotti
La sinistra sembra oggi avere due anime:
- Gli "irriducibili"
- i pacifisti e attaccati forse a vecchi ideali e utopie, quelli che contestano (forse a volte contestano tutto a prescindere)
- La sinistra istituzionale
- i politici, quelli che stanno al governo, quelli di Bertinotti finalmente presidente della camera
Personalmente non capisco al momento dove mi colloco. Ha un grosso valore il fatto che, dopo anni di governo di destra, finalmente (secondo me) si sia insediata la sinistra. Il giorno che il compagno Fausto ha iniziato a presiedere le sedute della camera a momenti mi mettevo a piangere.
Più passa il tempo più invece mi rendo conto che si tratta di una bella gatta da pelare. Mi rendo conto che esiste una sostanziale differenza tra l'idea e il concreto posto in essere. Soprattutto mi rendo conto che non deve essere facile per nessuno vivere la realtà di una grossa coalizione così sfaccettata e piena di entità diverse. Come può il progressismo della sinistra "reale" andare tranquillamente a spasso con il conservatorismo delle correnti più centriste e cattoliche? Come può legare - diciamocelo - l'antiamericanismo (o anti-imperialismo) di cui si nutr(iva)e chi adesso siede tra le fila della maggioranza, con la necessità della stessa di dialogare e venire a patti con il prode alleato a stelle e strisce?
Non è forse vero che il rapimento e la liberazione di Daniele Mastrogiacomo hanno complicato ulteriormente le cose? Hanno aggrovigliato una matassa nella quale ora tocca districarsi.? E se da un lato mi sento vicino a Turigliato per il suo essere stato "vero" e coerente fino in fondo.. dall'altro penso che l'attuale stato di cose imponga l'instaurarsi di un atteggiamento politico e non idealista. Il pacifismo, il non interventismo (il not in my name a oltranza insomma) sono per chi fa i cortei, purtroppo stare al governo secondo me implica il piegarsi alla realtà dei fatti. E, capite.. abbiamo gli amici che abbiamo, e mi sa che tocca tenerceli.
L a questione della guerra in Afghanistan è complessa, la verità è che secondo me il tipo di rapporto da instaurare non è il cosiddetto "uno a molti" (USA vs ogni_singolo_stato_europeo) ma "uno a uno" (USA vs Europa).
L'Europa dovrebbe dimostrarsi una nazione coesa e non un insieme di Stati che, individualmente, prendano la scelata politica che prendono. Il carico di decisioni e responsabilità andrebbe equamente bilanciato. I singoli governi dovrebbero essere sgravati se non altro di questo fardello. Io sto con il Compagno Bertinotti comunque, e meno male che c'è lui.
Etichette: Politics and Society

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