Un sogno chiamato Gnardaland

appunti di non viaggio, appunti di viaggi mentali.. sempre meglio che farsi le pippe guardando un porno!

lunedì, gennaio 29, 2007

L'obiettivo

Può una persona essere sempre soddisfatta del raggiungimento di un obiettivo prefissato? O forse uno dovrebbe in qualche modo ragionare antcipatamente sulle cose e vedere se quell'obiettivo è realmente ciò che ci si è posti come meta finale?

Il punto del mio ragionamento nasce dal livello di soddisfazione (piuttosto scarso) che provo nell'aver raggiunto un chiamiamolo "traguardo". Ecco, dopo un sacco e una cifra di sforzi fatti - a livello psicologico sia chiaro - mi sembra che la situazione che sono riuscito a creare agendo come volevo agire, mi si sia in qualche modo ritorta contro. Obiettivo raggiunto, in teoria soddisfazione garantita, in pratica mi sono inculato da solo secondo me. È un bel po' difficile da spiegare al momento, ci sono dei precedenti, un lungo prologo, che andrebbero raccontati e che invece non racconterò in questa sede, ma comunque il messaggio dovrebbe essere ugualmente chiaro: forzare una situazione per non starne male è sempre un modo corretto per non star male realmente? In fondo, non si dovrebbe consumare da solo il dolore per dire che si è estinto? Se è così allora ho sbagliato - in questo caso - praticamente tutto.

Ne ho imparata una nuova allora.

1 Commenti:

Alle 8:57 AM, Anonymous Anonimo se n'è venuto fuori con...

mmmh solo tre da quando non ti facevo più "visita".....

 

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