Ancora S.Maria del Rovere
Dio ha inventato le stagioni per farci un ennesimo dispetto. Il primo a dire la verità è un mio cruccio: "Partorirai con dolore!". Perchè? Icche te s'è fatto buon Signore? Si si, lo so, ancora la storia DELLA mela. Monello d'un Adamo.. troia di una Eva.
Dio ha inventato le stagioni per farci dispetto. Io credo. Tutte le cose più belle hanno o sono legate al ciclo delle stagioni: il caldo, la luce fino a tardi. La vita in se stessa. L'amore anche.
Pensandoci, chi non ha la sua preferita? Son certo alcuni ameranno alla follia l'inverno o l'autunno. Io amo la primavera quando va finendo e sta per sbocciare l'estate.. amo gli attimi precedenti.
Sempre amati, sin da piccolo; credo all'epoca perchè la scuola andava verso la fine. Credo anche per i giri nel quartiere, magari con le nonne. Sono già stato a S.Maria in questo blog, diverso tempo fa. Si vede che ci torno quando ho voglia di calore e mi sono rotto di stare in ufficio a guardare due schermi rettangolari retroilluminati. Si vede.
Il passeggio inizia da casa mia, a pochi metri dal confine ideale di S.M. (come ho già avuto modo di dire io considero la mia zona S.Maria ma in effetti sono un po' fuori). C'è il sole in alto e il passo non è troppo svelto: è sonnacchioso perchè voglio godermi il vento in faccia, voglio sentire che mi solleva la camicia. La strada che scelgo è giù verso il campo di calcio, verso sud-ovest credo.. non sono una bussola.. fanculo(!). Dove mi dirigo? Dovunque. Dovunque c'è un ricordo, un odore - rimasto sempre quello nonostante le PM10 (che son polveri talmente sottili da non avere odore forse) - che mi porta indietro e mi lascia pensare, a volte sognare anche se sono un po' grandicello per stare li con la testa chissaddove (sono leggermente stagionato quindi). Guardo le case, alcune sono vecchie e sembrano avere sempre le stesse lenzuola appese per l'eternità, come il sipario un teatro che mette in scena sempre la stessa commedia da sempre. Il fatto è che le trame si infittiscono, evolvono, alcune nascono e in certi casi nemmeno le si saprà mai. In altri casi le si dimentica per salvare la magia. Santmaria secondo me è un piccolo scrigno di altrettanto piccole situazioni cristallizzate, di esseri umani o vegetali inamovibili come certi vecchietti seduti al bar Rosa (che vedo adesso) con l'ombra de vin in man, le carte Trevisane, la cicca e le bestemmie in bocca. Si, sono alla fine di via Tommaso Salsa (da piccolo aggiungevo "piccante" quando la nominavo, burlone di un giovane checco!). Sono quasi in Villa. Ma di quella ho già parlato in passato, e poi lì voglio stare da solo. Tanto è autunno inoltrato, le foglie scricchiolano sotto i piedi e mi basta quel rumore. Tanto è autunno oggi.
Dio ha creato le stagioni per farci un dispetto.. RAGA!Etichette: Introspective

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