Un sogno chiamato Gnardaland

appunti di non viaggio, appunti di viaggi mentali.. sempre meglio che farsi le pippe guardando un porno!

venerdì, novembre 10, 2006

Blogstarlette

Mi piace un casino questo corso che ha preso internet negli ultimi anni.. giuro.

Questa specie di rivoluzione chiamata Web 2.0.

Gli standard sono un'ottima cosa e, fra tutti gli standard, i blog sono secondo me, al momento, il massimo dell'espressione.

Voglio dire: rispettano in molti casi quella che è la regola dell'era 2.0, ovvero la separazione dei contenuti dalla struttura e dalla presentazione.

Laddove i contenuti sono impaginati tramite l'html che è la struttura (struttra anche semantica, attenzione!) mentre la presentazione, la rappresentazione è delegata ai CSS (Fogli Di Stile a Cascata).

Davvero affascinante, no? Eppure credo ci sia un talvolta eccessivo proliferare di blog.

Parto dal presupposto che un femmina in succinti abitini e/o lingerie di vario tipo è pur sempre un bel vedere tuttavia..

Dico, cazzo apri un blog se non hai una minchia da dire e l'unica cosa che hai da mostrare sono il tuo culo e le tue tette?

Raccontami qualcosa di te, anzichè nascondere sempre la faccia e far vedere (intravedere) la bernarda, no? Non mi sto riferendo a una tipa in particolare, anche se almeno tre me ne vengono in mente.

Mi riferisco alla mentalità generale diffusa, è vero non solo nella rete, che un culo riesca a spianare la strada per il successo. E se il culo la spiana.. dico, se è proprio vero che il C U L O spiana la strada, una bella scorreggia cosa comporta? Sono contro lo star system, contro ogni forma di - beh si - di idolatria verso chicchessia, anche e soprattutto nel web. Sono contro le blogstar fittizzie e senza una benchè minima bozza di pensiero nella testa.

Io è da un anno che tengo un blog (prima l'avevo su splinder), non c'è stata una volta in cui non abbia cercato di riempire con qualcosa le righe che scrivevo (che scrivo e scriverò penso). Lo faccio perchè è giusto non nascondersi, non nascondersi soprattutto dietro al luogo comune che vuole la rete come un luogo astratto in cui ognuno può essere quello che riesce a far credere di se. Non credo il semplice mostrare le priprie nudità (che ripeto apprezzo!!) sia una forma di sincerità (e francamente inizia a non essere più così originale, ricordate Keyra Augustina?).

Insomma, faccia ridere o piangere, faccia pensare che sei un idiota o un raffinato intellettuale, siano le righe di una canzone, sia anche una parolaccia qui e là ma l'imperativo (rofl.. l'ultimo che ha pronunciato questo sostantivo ha fatto una brutta fine) è "dire qualcosa".

Il web deve essere fatto di contenuti fruibili, di idee.. secondo me, senza immagini e fogli di stile deve funzionare lo stesso..

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