L'obiettivo
Può una persona essere sempre soddisfatta del raggiungimento di un obiettivo prefissato? O forse uno dovrebbe in qualche modo ragionare antcipatamente sulle cose e vedere se quell'obiettivo è realmente ciò che ci si è posti come meta finale?
Il punto del mio ragionamento nasce dal livello di soddisfazione (piuttosto scarso) che provo nell'aver raggiunto un chiamiamolo "traguardo". Ecco, dopo un sacco e una cifra di sforzi fatti - a livello psicologico sia chiaro - mi sembra che la situazione che sono riuscito a creare agendo come volevo agire, mi si sia in qualche modo ritorta contro. Obiettivo raggiunto, in teoria soddisfazione garantita, in pratica mi sono inculato da solo secondo me. È un bel po' difficile da spiegare al momento, ci sono dei precedenti, un lungo prologo, che andrebbero raccontati e che invece non racconterò in questa sede, ma comunque il messaggio dovrebbe essere ugualmente chiaro: forzare una situazione per non starne male è sempre un modo corretto per non star male realmente? In fondo, non si dovrebbe consumare da solo il dolore per dire che si è estinto? Se è così allora ho sbagliato - in questo caso - praticamente tutto.
Ne ho imparata una nuova allora.
